Analisi di Bilancio: più arte che scienza!

Hoboken, New Jersey, NJ

Ciao a tutti e ben ritrovati!

Dopo il meritato stop delle vacanze estive, eccomi qui! Pronto a scrivere di nuovo sul blog e a condividere con voi i temi di business e di finanza aziendale, che affronto nello svolgimento del mio lavoro quotidiano.

Nelle ultime settimane, alcuni di voi mi hanno scritto chiedendomi maggiori informazioni su uno dei modelli Excel che ho caricato un po’ di tempo fa nella sezione Risorse.

Il template oggetto di maggiori chiarimenti è il seguente:

In esso, ho cercato di riassumere i principali indici di bilancio che normalmente vengono calcolati e analizzati per comprendere meglio la profittabilità, la liquidità o la struttura fonti/impieghi di un’impresa.

In questo articolo, però, non spiegherò nel dettaglio il significato di ciascuno degli indicatori presenti nel file Excel. Cercherò piuttosto di porre l’accento sulla loro analisi e sui possibili collegamenti che un analista può effettuare con essi.

In questo modo vi dimostrerò che:

  • il calcolo degli indici (o ratio) non è così difficile da effettuare;
  • la giusta interpretazione di essi invece sì. Vi servirà molta pratica sul campo per arrivare a padroneggiare l'”arte dell’analista”.

Nei prossimi paragrafi, vi indicherò alcune delle analisi che potete effettuare con il modello Excel allegato.

Nota: il file è completamente adattabile e personalizzabile in base alle vostre esigenze e all’azienda che state analizzando.

Strategia di lungo e di breve periodo

Diamo un’occhiata allo Stato Patrimoniale (o “Balance Sheet”) riportato nel file Excel:

Come potete notare, ci sono delle discrepanze fra fonti e impieghi di lungo e di breve periodo. Se non consideriamo l’anno 2014, esse sono estremamente evidenti per il periodo 2015-2017.

Prendiamo ad esempio l’anno 2015. I current assets sono pari a 45,9 $/millions, mentre le current liabilities sono uguali a 28,9 $/millions. Ciò significa che 17 $/millions sono finanziati da risorse a lungo termine (“Long-term debt”) piuttosto che da risorse di breve periodo.

In questo caso, il management dovrebbe pensare a una rivisitazione delle fonti di finanziamento, tramutando parte del debito a lungo in debito a breve termine. Non tutto però: parte di esso può essere mantenuto anche per finanziare parte dei current assets. La ragione di quest’ultima affermazione risiede nel fatto che il capitale circolante netto (rimanenze e crediti commerciali in particolare) potrebbe avere la necessità di espandersi, seguendo la crescita della società.

Utilizzo del Financial leverage

Date ora uno sguardo al tab “Ratios” del file Excel:

Come ha fatto l’impresa a trasformare un ritorno pre-imposte pari a 8,2% in un ritorno post-imposte pari a 16,8% (anno 2017)?

Questo è ciò che può essere chiamato un meccanismo di financial engineering o di financial leverage. Esso rappresenta cioè uno schema adatto a incrementare il ritorno degli azionisti, partendo da quello ottenuto dalla società grazie alla sua attività caratteristica.

Qui di seguito, le variabili che spiegano il meccanismo:

  • Debt to Equity ratio: 2,8 (cella F47 – tab “Ratios”);
  • Average Interest Rate: 2,63% (cella E27 – tab “Profit & loss”, diviso cella F31 – tab “Balance Sheet”);
  • Tax Rate: 29,2% (cella F27 – tab “Ratios”);

ROE pre-tax: 8,2% + [(8,2%-2,6%)*2,8] = 23,79%

ROE post-tax: 23,79% * (1-29,2%) = 16,8%

Et voilà! Ecco spiegato come l’impresa riesca a sfruttare il leverage per migliorare il ritorno per gli azionisti!

Se l’impresa riesce infatti a far fruttare gli investimenti (8,2%) più di quello che le costa prendere a prestito (2,63%) del capitale, allora l’assunzione di debito creerà valore per gli azionisti (fino a certi limiti ovviamente). Per maggiori dettagli, leggete un mio vecchio articolo sull’argomento Leverage.

Stima del costo del debito (kd)

Ecco a voi un’ultima analisi che potrete svolgere con le ratio calcolate nel modello Excel.

L’interest coverage ratio viene calcolata nel seguente modo:

Interest Coverage Ratio = EBIT / Interest expenses

Nel nostro esempio, la coverage ratio dell’impresa è pari a 4,25.

Ipotizziamo adesso che, al 31 dicembre 2017, il risk-free rate sia pari a 2,50% (se non vi ricordate il significato di questo termine, vi rimando a un precedente articolo sull’argomento Il risk-free rate).

A questo punto, scaricate una lista degli spread sui bonds:

e stimate il costo del debito per l’impresa oggetto di valutazione:

Costo del debito (kd) = 2,50% + 2,00% = 4,50%

Nota: il 2% è lo spread da aggiungere al risk-free rate per una interest coverage ratio fra 4 e 4,5.

Conclusione

Con questo, siamo giunti al termine di questo breve articolo. Prima di lasciarvi però, lasciate che vi dia gli ultimi consigli:

  • quando analizzate gli indici di un’impresa, ricordatevi sempre del tempo e dello spazio. Mettete i vostri risultati a confronto con le performance storiche della società (tempo) e con quelle di altre imprese del settore (spazio);
  • in ottica di fusione o di acquisizione di altre società, ragionate sull’impatto che tali transazioni potrebbero avere sulla liquidità, sulla performance e sulla solidità del nuovo complesso societario, calcolando tutte le variabili che vi serviranno e che riterrete più significative per l’analisi in oggetto;
  • studiate il significato di ogni indice e imparate bene il modo in cui vengono calcolati;
  • usate l’analisi storica dei maggiori indicatori di bilancio per proiettare Conto Economico, Stato Patrimoniale e Rendiconto Finanziario dell’impresa nel futuro. Su quest’ultimo punto, ho intenzione di dedicare alcuni articoli del blog, se non una vera e propria guida.

Per concludere, possiamo affermare che non c’è alcun freno alla creatività dell’artista analista!

Se vi è piaciuto l’articolo, lasciate pure un commento qui sotto.

Alla prossima!

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