Costruire il Rendiconto Finanziario in pochi passi

Vista Jersey City da Manhattan, NJ

Ciao a tutti e bentornati!

Alcuni di voi mi hanno scritto chiedendomi di fare un articolo sulla costruzione del rendiconto finanziario, dal momento che riscontrano alcune difficoltà nella sua predisposizione.

Nei prossimi paragrafi cercherò di essere più breve e più pratico possibile.

Prima di iniziare però, voglio ricordarvi che ho già dedicato due articoli al prospetto di rendiconto finanziario. Se volete quindi altri dettagli, vi rimando alla loro lettura (Ratios del Rendiconto Finanziario e Cash flow from operations – approfondimento)

Let’s go!

Introduzione

La prima cosa da fare per costruire il rendiconto finanziario (con metodo indiretto) è procurarsi lo Stato Patrimoniale e il Conto Economico della società. Qui di seguito i prospetti della società Alfa, per il 2017 e per il 2018:

Rettifiche per elementi non monetari

Partiamo dall’utile d’esercizio e sommiamo ad esso tutte le poste non monetarie. Qui di seguito le casistiche più frequenti:

  • Accantonamenti a fondi
  • Ammortamenti
  • Svalutazioni di elementi dell’attivo

Ad esso sommiamo anche le imposte di competenza dell’esercizio, gli interessi passivi e le minusvalenze da alienazione di beni. Sottraiamo infine interessi attivi e plusvalenze.

Qui di seguito l’esempio con i dati estrapolati dal nostro Conto Economico:

Variazioni del capitale circolante

A questo punto, dobbiamo inserire le variazioni del capitale circolante netto. Significa cioè considerare le variazioni intervenute in crediti, debiti e rimanenze.

Se i crediti aumentassero nel 2018 rispetto al 2017, la variazione nel rendiconto finanziario sarebbe negativa.

Siete tutti d’accordo?

Un aumento dei crediti significherebbe minori incassi; in un certo qual modo sto finanziando i miei clienti. Sto perdendo liquidità.

Stesso ragionamento per le rimanenze e per gli altri crediti.

Viceversa, invece, per quanto riguarda i debiti e le altre passività. Se i nostri debiti aumentassero, vorrebbe dire che stiamo ritardando il pagamento dei nostri fornitori e che stiamo trattenendo liquidità all’interno dell’impresa.

La continuazione del nostro esempio:

Interessi, dividendi, imposte e utilizzo fondi

Interessi, dividendi incassati e imposte pagate vanno tutti nell’attività operativa. L’eccezione è rappresentata dai dividendi pagati che invece vanno ricompresi nell’attività di finanziamento.

Per determinare l’utilizzo dei fondi, seguite infine questo ragionamento.

Fondo anno 2018 uguale a 10, fondo anno 2017 uguale a 3, accantonamento dell’anno pari a 8 (dati presi dal nostro esempio).

Se dovessimo utilizzare la strada più lunga diremmo:

  • Parto da 3;
  • Aggiungo 8 (+11);
  • Quindi il mio utilizzo è 1 (11 – 10).

Si può fare più rapidamente in questo modo: (anno 2 – anno 1) – tutte le rettifiche che abbiamo fatto prima del calcolo dell’utilizzo e che si riferiscono ai fondi.

Nel nostro caso: (10 – 3) – 8 = -1

Lo stesso ragionamento lo applicheremo per tutte le altre voci che vedremo nei prossimi paragrafi:

Note: supponiamo di aver pagato 3 di interessi e 22 di imposte. I numeri da inserire qui sono l’ammontare effettivo di interessi e imposte pagate nel periodo.

Attività di investimento

Nell’attività di investimento dobbiamo considerare le additions e le disposals delle immobilizzazioni. Nel nostro esempio, le ricaveremo in questo modo: (impianti 2018 – impianit 2017) – ammortamenti 2018. Esattamente come abbiamo fatto per l’utilizzo dei fondi: (65 – 65) – 6 = -6

Un valore negativo indica che abbiamo effettuato degli investimenti e non dei disinvestimenti. Abbiamo sborsato del denaro per comprare nuovi impianti.

Attività di finanziamento

Nell’attività di finanziamento andremo a determinare l’aumento o il decremento di eventuali prestiti e l’aumento o decremento del nostro Patrimonio Netto.

Per i finanziamenti faremo: (25 – 10) – 5 – (-3) = +13.

-5 e +3 sono tutte le rettifiche/voci ricomprese prima dell’attività di finanziamento e che riguardano gli interessi passivi (si veda quanto abbiamo nell’attività operativa). Come vedete, usiamo sempre lo stesso ragionamento.

Per il decremento dell’equity, infine, utilizziamo la distribuzione di riserve del periodo (-10).

Riconciliazione della liquidità

A questo punto sommiamo i valori dell’attività operativa, dell’attività di investimento e dell’attività di finanziamento, determinando la variazione della liquidità nell’anno 2018: 9 – 6 + 3 = 6

La liquidità dell’anno 2017 era pari 0, quindi le disponibilità per l’anno 2018 saranno pari a 6 (stesso valore del nostro Stato Patrimoniale).

Come sempre vi lascio il file Excel con i calcoli effettuati:

Per qualsiasi dubbio vi invito a scrivere nei commenti!

Ciaoooooo!

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