Imposte anticipate e differite – Facciamo un po’ di chiarezza

Broadway, New York, NY

Sono lieto di annunciare la prima collaborazione di questo blog!

L’articolo di oggi infatti non è scritto di mio pugno, ma bensì da uno degli Amministratori nonché Financial Manager della GBA Flares Systems, un fornitore internazionale per l’industria mondiale del petrolio, del gas e della petrolchimica (www.gba.com).

Prima di lasciarvi all’articolo, facciamo una piccola premessa. Le imposte anticipate e le imposte differite non si pagano! Non sono imposte da versare all’Erario.

Lo so che può sembrare un’affermazione ridicola, ma ci ho tenuto a farla perchè più volte mi è parso di scorgere una cattiva comprensione dell’argomento. Le imposte anticipate e le imposte differite sono una convenzione contabile per allineare i valori contabili a quelli fiscali. Lo capirete meglio nell’articolo di Pierpaolo, che ringrazio per il tempo dedicatomi.

Beh! Non mi resta che lasciarvi alla lettura, ricordandovi che questo giovedì uscirà il quarto capitolo del CFO Program.


Facciamo un po’ di chiarezza….

“Come ben sapete, uno dei principi cardine che regola il bilancio di esercizio è il principio di competenza.

Sebbene tale principio sia fondamentale anche nella disciplina fiscale per il calcolo delle imposte sul reddito delle imprese, esso è tuttavia soggetto a deroghe quando si parla di componenti di reddito stimati.

Le differenze tra le regole che disciplinano l’iscrizione in bilancio degli accadimenti aziendali e le norme in materia di determinazione del reddito d’impresa portano a differenze tra i valori contabili e i valori fiscali delle attività e delle passività, con conseguente differenza tra il risultato d’esercizio e il reddito imponibile.

Cerchiamo adesso di capire di che tipo di differenze stiamo parlando, ovvero:

  • Differenze permanenti;
  • Differenze temporanee

Quando si parla di differenze permanenti, sappiamo che queste non potranno più essere “recuperate” negli esercizi successivi. Esse non genereranno mai l’iscrizione di imposte anticipate e differite.

Facciamo un esempio: una quota indeducibile dei costi sostenuti per spese telefoniche genera una differenza tra utile ante imposte (che comprenderà in toto tale costo) e imponibile fiscale. Quest’ultimo, rispetto all’utile ante imposte civilistico, subirà una variazione in aumento della parte indeducibile del costo stesso, incrementando quindi la base imponibile fiscale. Se i costi di telefonia fossero quindi pari a 100 Euro, l’utile ante imposte civilistico fosse 500 Euro e la parte indeducibile fosse pari al 50%, l’imponibile fiscale sarebbe 550 Euro. Chiaro, no?

Il fatto che il costo ripreso a tassazione non sia recuperabile negli esercizi futuri, fa sì che non vengano mai iscritte imposte anticipate o differite.

Per quanto riguarda le differenze temporanee, esse si dividono in due macro categorie:

  • Operazioni che non hanno effetto sul conto economico. Si tratta per la maggior parte dei casi di operazioni straordinarie (fusioni, scissioni ecc..) e di rivalutazione degli asset patrimoniali a seguito di specifiche leggi;
  • Operazioni che hanno effetto sul conto economico. Questa è la fattispecie di gran lunga più comune in quanto si riferisce a tutti i casi in cui i costi ed i ricavi concorreranno a formare l’imponibile fiscale in esercizi diversi da quelli nei quali concorrono a formare il risultato del bilancio civilistico.

Proviamo ora a fare un esercizio insieme di rilevazione di imposte anticipate, utilizzando un caso in cui ci imbattiamo molto spesso.

Nell’anno 31/12/X la società ABC vende 30.000 € di telefoni con dei costi della produzione associati di 15.000 €. La società, analizzando le serie storiche dei telefoni venduti con problemi, delle restituzioni e delle riparazioni, decide di accantonare a conto economico un fondo garanzia di 5.000 €. La società chiude quindi con un utile ante imposte di 10.000 €:

La prima operazione sarà calcolare la maggior imposta da liquidare all’Erario in conseguenza della disciplina fiscale che non permette TEMPORANEAMENTE di dedurre questo componente di reddito stimato. Supponiamo che il tax rate sia del 24%.

Avremmo quindi questa situazione:

A questo punto, effettueremo due scritture contabili distinte.

La prima relativa alle imposte correnti (quelle che la società dovrà effettivamente versare all’Erario e che sono date dalla somma di 2.400 + 1.200). La seconda relativa alla rilevazione delle imposte anticipate, che come abbiamo detto prima, non sono nient’altro che un allineamento della disciplina fiscale a quella civilistica per rispetto del principio di competenza di bilancio:

Imposte correnti (CE) a Debiti tributari (SP) 3.600

Crediti imposte anticipate (SP) a Imposte anticipate (CE) 1.200

In pratica, pagheremo imposte per 3.600 €, ma a conto economico l’effetto netto è 2.400 €, in quanto rettificato dalle imposte anticipate che si manifesteranno in esercizi successivi (per l’appunto, differenza temporaneamente indeducibile).

Cosa succede quando all’anno X+1 utilizzerò il fondo garanzia accantonato l’anno X?

Ecco che dovremo utilizzare il credito per imposte anticipate. Vediamo meglio:

Nel secondo esercizio, quando ci troveremo a calcolare le imposte, dovremo ricordarci dei famosi 5.000 € del fondo garanzia utilizzato per riparare o sostituire i telefonini:

Come potete vedere, in questo caso le imposte di competenza sono più alte rispetto a quelle dovute all’erario, in quanto sto deducendo dei costi sostenuti a CE nell’anno X ma utilizzati solo nell’anno X+1 (il fondo garanzia).
Le scritture saranno quindi le seguenti:

Imposte correnti (CE) a Debiti tributari (SP) 720

Imposte anticipate (CE) a Crediti imposte anticipate (SP) 1.200

Ecco quindi che a conto economico avrò un valore di imposte di competenza più alto (720 € + 1.200 € = 1.920 €) rispetto a quanto pagherò effettivamente all’Erario (720 €).

Per finire, vi indico i casi più ricorrenti in cui vi imbatterete in imposte anticipate e differite:

  • Svalutazione dei crediti per importi maggiori di quelli fiscalmente ammessi -> IMPOSTE ANTICIPATE
  • Accantonamenti per fondi rischi ed oneri -> IMPOSTE ANTICIPATE
  • Svalutazione di beni dell’attivo immobilizzato -> IMPOSTE ANTICIPATE
  • Ammortamenti civilistici maggiori di quelli fiscalmente ammessi -> IMPOSTE ANTICIPATE
  • Plusvalenze patrimoniali, fiscalmente rateizzate in più esercizi -> IMPOSTE DIFFERITE
  • Dividendi tassati per cassa e non per competenza -> IMPOSTE DIFFERITE

Pierpaolo Magnavacca

2 risposte a "Imposte anticipate e differite – Facciamo un po’ di chiarezza"

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