1. CFO Program – Debito vs Equity

Torno a scrivere sul blog dopo una settimana davvero intensa. Nell’ultimo mese infatti ho cambiato lavoro, città, Stato, vita. Tuttavia, gli spunti per scrivere nuovi articoli non mancano ed è per questo motivo che oggi ho deciso di intraprendere con voi un nuovo percorso: il CFO program.

Il mio intento sarà quello di scoprire insieme a voi tutte le conoscenze trasversali che un Chief Financial Officer deve possedere per ricoprire il suo ruolo all’interno di un’organizzazione.

Come si evince dal titolo, la prima area che andremo ad affrontare è quella relativa alle fonti di finanziamento di un’azienda.

Per generare entrate e benefici economici, un’impresa investe in macchinari e in altre risorse per produrre beni e servizi da vendere sul mercato. Per effettuare tali investimenti però c’è bisogno di capitali, di una qualche forma di finanziamento. Vi sono due opzioni possibili:

  • Debito, oppure
  • Equity

La differenza fra le due è sostanziale, in quanto la prima è una forma di capitale per la quale vi è l’obbligo di restituzione della somma presa a prestito, mentre la seconda rappresenta il capitale apportato dai soci per cui non vi è un obbligo di restituzione. Inoltre, gli interessi passivi pagati sul debito sono deducibili ai fini fiscali, mentre i dividendi pagati non possono essere dedotti ai fini del calcolo delle imposte (in linea generale).

Non vi è un metodo migliore dell’altro per finanziare i propri investimenti, poichè bisogna considerare diverse variabili per definire il giusto mix di risorse da reperire all’esterno. L’utilizzo del debito è una scelta del management e ogni impresa può tendere verso una diversa struttura del capitale. Società con alti livelli di investimento in assets a lungo termine (terreni, impianti e macchinari) possono presentare un maggior grado di indebitamento, in quanto capaci di utilizzare tali elementi come copertura per il pagamento del debito stesso. In caso di difficoltà nel ripagamento del prestito ottenuto, infatti, la società può liquidare i propri assets e utilizzare le disponibilità liquide ottenute per far fronte alle proprie obbligazioni.

Per misurare il grado di indebitamento di una società, possiamo utilizzare principalmente due indici:

  • Debt-to-Equity ratio: D/E
  • Debt-to-Capital ratio: D/Total assets

Tali indici possono essere determinati tramite l’utilizzo dei dati di bilancio o tramite l’uso dei dati desumibili dal mercato, ma di questo parleremo in un’altra lezione.

*Approfondimento: deducibilità degli interessi

Vediamo subito con un esempio il vantaggio che l’utilizzo del debito porta agli azionisti.

Supponiamo di avere due imprese A e B. La prima è unlevered (ossia priva di debito), mentre la seconda ha un finanziamento di 10 su cui paga interessi annuali pari al 10%. Entrambe hanno total assets pari a 50 e un tax rate pari al 20%.

L’utile operativo prima degli interessi è 8 per entrambi.

Come si può facilmente notare, l’azienda A paga 6,4 agli azionisti, versando 1,6 allo Stato. L’azienda B, invece, risparmia 0,2 di imposte, ma paga solo 5,6 agli azionisti. 1 viene invece versato ai creditori.

Ora vediamo quali sono gli effetti sullo Stato Patrimoniale e sul Valore dell’impresa:

Grazie all’utilizzo del debito, il valore totale dell’impresa è incrementato, mentre il valore per gli azionisti (o Equity Value dell’impresa) è diminuito. -8 (42 – 50) è inoltre speculare alla situazione registrata a Conto Economico (5,6 – 6,4 = -0,8). 

Per concludere, si può notare come il ROE dell’impresa incrementi con l’utilizzo del debito. 12,8% per l’impresa A (6,4/50) e 14% per l’impresa B (5,6/40). Se non si considerassero i costi di financial distress (come ad esempio l’impossibilità di ripagare i propri creditori a seguito di un default), gli azionisti di un’impresa ricorrerebbero sicuramente al debito piuttosto che a un’iniezione di capitale.

Con questo concludiamo la prima “lezione” del nostro lungo percorso nel mondo delle competenze/conoscenze che un CFO deve sicuramente avere per ricoprire il proprio ruolo all’interno di un’organizzazione. Nel prossimo articolo tratteremo l’influenza che la struttura del capitale ha sul valore dell’impresa.

A presto! 

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