Costo ammortizzato: questo sconosciuto!?

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Tutte le volte che qualcuno pronuncia le parole “costo ammortizzato”, noto sempre un certo panico nella stanza. Uno incrocia gli occhi, un altro annuisce senza avere la minima idea di cosa significhino quelle parole, un altro ancora cerca l’aiuto da casa.

In realtà, si tratta di un concetto semplicissimo che cercherò di riassumere in queste poche righe.

Il costo ammortizzato è infatti una metodologia contabile che ci permette di spalmare nel tempo una serie di costi che l’impresa sostiene per ottenere un finanziamento o per concedere un credito finanziario a una terza parte. Supponiamo di chiedere in banca un mutuo pari a 100 mila Euro e di sostenere spese di istruttoria pari a 3.000 Euro. Ipotizziamo inoltre che tale finanziamento abbia una durata di 3 anni, che il capitale venga rimborsato tutto alla scadenza e che gli interessi sul debito siano pari al 5%. Secondo la metodologia del costo ammortizzato, dovremmo ripartire le spese di istruttoria lungo la durata del mutuo. Semplificando, avremo quindi un debito pari a 97.000 Euro all’anno 0, 98.000 Euro all’anno 1, 99.000 Euro all’anno 2 e 0 € all’anno 3 perchè rimborsiamo interamente il capitale preso a prestito (pari a 100.000 €). In questo modo, abbiamo ripartito i 3.000 € di spese di istruttoria lungo la durata del finanziamento (3 anni in questo caso).

Per un credito finanziario, il funzionamento è esattamente lo stesso, ma si ragiona al contrario. Prendendo l’esempio precedente, la banca iscriverà un credito finanziario pari a 103.000 Euro all’anno 0, 102.000 Euro all’anno 1, 101.000 Euro all’anno 2 e 0 Euro all’anno 3, dopo che tutto il credito concesso è stato incassato.

Semplice! No?

Complichiamo leggermente le cose. Il concetto sopra espresso vale lo stesso, ma, per rispettare i principi contabili, dobbiamo ora attualizzare i flussi relativi al finanziamento ottenuto.

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  1. Capitale ottenuto: 100.000 € -3.000 € = 97.000 €
  2. Interessi: 5% * 100.000 € = 5.000 €
  3. Tasso Interno di Rendimento (TIR): è il tasso che ci servirà per l’attualizzazione. Esso è stato calcolato con la formula di Excel XIRR. Basta selezionare i flussi e le date ed Excel ti restituisce il tasso che rende nullo il valore attuale dei nostri flussi di cassa.

Dopo aver definito i flussi e il tasso di attualizzazione, procediamo ora con il calcolo del nostro debito e della sua contabilizzazione:

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Anno 0:


DR Banca c/c @ CR Debiti per finanziamenti – 97.000

Anno 1:


DR Interessi passivi su finanziamenti @ CR Banca c/c – 5.000


DR Interessi passivi da attualizzazione @ CR Debiti per finanziamenti – 5.930 €

Anno 2:


DR Interessi passivi su finanziamenti @ CR Banca c/c – 5.000


DR Interessi passivi da attualizzazione @ CR Debiti per finanziamenti – 6.004

Anno 3:


DR Interessi passivi su finanziamenti @ CR Banca c/c – 5.000


DR Interessi passivi da attualizzazione @ CR Debiti per finanziamenti – 6.066 €


DR Debiti per finanziamenti @ CR Banca c/c – 100.000 €

Allego il file Excel con le formule per il calcolo dell’attualizzazione e la determinazione degli interessi: Esempio costo ammortizzato. Provate a ripercorrere l’esempio, determinando la contabilizzazione per un credito finanziario.

Infine, vi invito a visitare la pagina “Templates” del blog e a scaricare il relativo file di lavoro: Costo ammortizzato per una versione un po’ più avanzata del calcolo.

Per qualsiasi dubbio scrivete pure nella sezione Commenti.

Grazie della lettura e a presto!

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