Impairment test – come calcolare il valore d’uso

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In questo articolo, non spiegherò in modo dettagliato il concetto di impairment test. Per chi non lo conoscesse, infatti, basta tenere a mente che si tratta di un principio contabile utilizzato per descrivere una riduzione permanente nel valore degli assets di una società.

Supponiamo ora di essere il CFO di una impresa che possiede 10 stores di abbigliamento. Uno di essi ha fatto registrare perdite negli ultimi 3 anni di attività: sarà in grado di recuperare il valore degli investimenti effettuati dal management, generando flussi di cassa positivi nel futuro? Oppure continuerà a registrare perdite e/o flussi di cassa insufficienti a ripagare l’investimento iniziale?

Per rispondere a queste domande, il management deve effettuare un impairment test. Ossia deve mettere a confronto il valore contabile dei propri assets con il loro valore recuperabile. Quest’ultimo può essere definito come:

A) Fair value; oppure

B) Valore d’uso.

In queste poche righe ci concentreremo sulla determinazione del valore d’uso.

Esempio

Come sempre nei miei articoli, partiamo dalla definizione:

“Si definisce valore d’uso il valore attuale dei flussi di cassa attesi da un’attività o da un’unità generatrice di flussi di cassa.”.

fonte OIC 9 Svalutazioni per perdite durevoli delle immobilizzazioni

Per calcolare il valore d’uso, utilizzeremo il caso pratico di un precedente articolo a cui vi rimando per completezza nella lettura: Come costruire un Business Plan – Financials.

Costruzione dei flussi di cassa

A livello teorico, i flussi di cassa unlevered (cioè al lordo dell’indebitamento) andrebbero costruiti nel seguente modo:

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Nel mio precedente articolo, eravamo giunti alla costruzione dei flussi di cassa prospettici in maniera puntuale (costruendoli a partire dal Conto Economico e dallo Stato Patrimoniale prospettici):

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Essi rappresenteranno la nostra base di partenza per la costruzione del modello di impairment.

La prima cosa che possiamo notare è che le stime considerano un orizzonte temporale di soli 3 anni. L’impresa XYZ S.p.A., però, può operare teoricamente all’infinito. Come fare allora per considerare l’impatto dei flussi futuri di cassa oltre il terzo anno? Si utilizzerà il concetto di Terminal Value; una convenzione matematica per calcolare l’impatto dell’ultimo flusso stimato in perpetuity. Si stima cioè che l’ultimo flusso del piano si ripeta all’infinito.

Attualizzazione dei flussi di cassa e determinazione del valore d’uso

I flussi così determinati vanno successivamente attualizzati con un appropriato tasso di interesse. La determinazione di tale tasso esula dallo scopo di questo articolo e, per questo motivo, effettuerò un approfondimento sul tema in un post dedicato.

Ai fini del nostro esempio, ipotizziamo un tasso di interesse pari al 7%.

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  1. I flussi di cassa unlevered sono stati presi dal prospetto di Rendiconto Finanziario prospettico riportato qui sopra;
  2. I fattori di sconto sono stati calcolati come 1/(1+tasso interesse)^(t-t0), dove t è l’anno considerato (2018, 2019 o 2020) e t0 è il 2017 (anno della nostra valutazione). In poche parole, il fattore di sconto 2018 è stato calcolato come 1/(1+7%)^1; il fattore di sconto 2019 è stato calcolato come 1/(1+7%)^2; e così via;
  3. Il fattore di sconto del Terminal Value, invece, è stato calcolato come (1/tasso interesse)/(1+tasso interesse)^(t-t0), dove t è uguale a 2020 e t0 è uguale a 2017.
  4. I flussi di cassa attualizzati sono stati ottenuti moltiplicando il flusso di cassa unlevered con il proprio fattore di sconto;
  5. Infine, il valore d’uso è stato ottenuto dalla sommatoria di tutti i flussi di cassa attualizzati.

Confronto del valore d’uso con il valore contabile degli assets

Riprendendo l’esempio dell’impresa XYZ S.p.A., sappiamo che lo Stato Patrimoniale dell’ultimo bilancio depositato è (in migliaia di Euro):

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Da esso, possiamo ottenere il valore del Capitale Investito Netto 2017:

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Noteil valore del capitale investito confrontato con il valore d’uso deve essere coerente con la composizione dei flussi di cassa utilizzati. Se i flussi di cassa non comprendessero, ad esempio, la variazione del Capitale Circolante Netto, allora anche il Capitale Investito Netto non dovrà comprendere le voci Crediti v/ clienti, Rimanenze e Debiti v/fornitori.

Nel nostro esempio, il valore d’uso è nettamente superiore al valore contabile degli assets della società, quindi nessuna svalutazione si renderebbe necessaria (223.025 > 45.000).

Vi lascio il link al file Excel: Impairment Test XYZ SpA

Nel prossimo articolo sul tema, rifaremo l’esercizio di impairment, ma sulle singole UGC (Unità Generatrici di Cassa), analizzando i risultati ottenuti.

“Che tempo grigio oggi!”

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