Come utilizzare il bilancio per intercettare una frode

L’argomento che sto per trattare è delicato e prende spunto dal cosiddetto “triangolo della frode”, descritto dallo Statement on Auditing Standards (SAS-99) pubblicato dall’American Institute of Certified Public Accountants (AICPA).

Le tre condizioni che generalmente si presentano quando viene perpetrata una frode sono:

  1. pressione al raggiungimento di determinati risultati;
  2. opportunità a commettere la frode;
  3. volontà dell’individuo.

Sicuramente è il management che detiene l’abilità di perpetrare una frode, in quanto si trova nella posizione di poter manipolare direttamente o indirettamente i conti dell’impresa.

L’AICPA fornisce alcuni esempi dei fattori di rischio per ognuna delle tre dimensioni del triangolo della frode (ma per maggiori dettagli si rimanda alla lettura dello standard SAS-99).

Dopo questa breve introduzione, passiamo ora ad un elenco di alcuni dei segnali contabili a cui bisogna prestare attenzione per intercettare una possibile frode:

  • Politica aggressiva nel riconoscimento dei ricavi: il management tende spesso a sovrastimare i ricavi del proprio bilancio, anticipando il momento di riconoscimento degli stessi. Ciò può avvenire in parecchi modi: per esempio, emettendo la fattura di vendita prima di spedire la merce (il cosiddetto bill and hold) oppure utilizzando dei contratti di swap per generare delle vendite;
  • Cash flow operativo non in linea con i profitti aziendali: se l’impresa sta sperimentando un periodo di crescita degli utili e il cash flow operativo presenta invece un continuo declino, potrebbero esserci delle pratiche contabili scorrette messe in atto dal management;
  • Crescita dei ricavi non in linea con il settore o con la crescita dei crediti: se le vendite crescono più del settore di riferimento c’e il rischio che la qualità dei ricavi dell’impresa sia inficiata da politiche scorrette del management. Inoltre, un aumento continuo dei giorni medi di incasso e un incremento vertiginoso dei crediti rispetto alle vendite sono anch’essi un chiaro segnale di frode;
  • Crescita delle rimanenze non in linea con l’aumento dei ricavi: ciò può essere dettato da un incremento della merce obsoleta presente in magazzino e da una cattiva gestione delle rimanenze da parte del management;
  • Classificazione di ricavi non operativi come vendite dell’attività caratteristica dell’impresa;
  • Classificazione di costi operativi come oneri straordinari sostenuti al di fuori dell’attività operativa dell’impresa;
  • Capitalizzazione di spese del periodo che andrebbero spesate a Conto Economico;
  • Profitti non in linea con il settore di riferimento;
  • Utilizzo della sorpresa dell’ultimo trimestre: solitamente, nell’ultimo trimestre dell’esercizio, il management tende ad aumentare i ricavi o a diminuire i costi;
  • Esclusione dal consolidamento di alcune entità con le quali vengono intrattenute operazioni che non sono tipiche del settore di riferimento.

Concludo invitandovi a leggere anche il mio articolo sulla Benford’s Law, metodo statistico utilizzato per l’individuazione di una possibile frode, sfruttando i dati economici-finanziari pubblicati dalle imprese.

Scappo a pranzo! A presto!

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