Come si contabilizzano i certificati bianchi- IAS/IFRS

Negli IFRS non esiste una guida specifica per la contabilizzazione dei certificati bianchi. Nel 2004 venne pubblicato il documento IFRIC 3 – Emission Rights, ma, a causa della sua controversa e dibattuta applicazione, venne ritirato subito nel giugno 2005. Il suo dettato rimane comunque ancora valido come guida per la contabilizzazione dei titoli. Resta intesa però la facoltà per ogni impresa di effettuare alcune variazioni, purchè non vadano in contrasto con l’applicazione delle regole disciplinate dallo IASB.

Se acquistati a titolo oneroso, i certificati bianchi devono essere iscritti inizialmente al costo; se sono ricevuti a titolo gratuito a seguito della messa in atto di un progetto di risparmio energetico (per i cui dettagli si rimanda al precedente articolo sul tema: Come si contabilizzano i certificati bianchi – soggetti volontari), i certificati bianchi vanno iscritti al loro fair value.

Nella valutazione successiva, l’impresa deve adottare un’accounting policy adeguata. Tutto dipende dal business della società:

  • se i certificati sono detenuti per la loro successiva rivendita e se tali operazioni rappresentano il core business della società, i titoli rientrano nell’applicazione dello IAS 2 – Inventories;
  • se la vendita dei certificati non rientra nell’attività principale della società, essi dovrebbero essere considerati come degli assets identificabili non monetari che rientrano nello scope dello IAS 38 – Intangibile assets;
  • se i certificati sono detenuti da quei soggetti che devono adempiere all’obbligo posto dallo Stato (per maggiori dettagli si veda Come si contabilizzano i certificati bianchi – soggetti obbligati), allora i titoli andrebbero classificati fra i crediti, in quanto rappresentano a tutti gli effetti una somma che verrà incassata dal GSE.

Si ricordi infine che la contabilizzazione di questi titoli è guidata anche dallo IAS 20 – Government Grants and Disclosures for Government Assistance. Se i certificati bianchi sono infatti ottenuti da un soggetto pubblico e non acquistati sul mercato, occorre rilevare il titolo come segue:

  1. iscrizione soltanto quando la società ha la ragionevole certezza di adempiere a tutto quello che è richiesto per l’ottenimento dei certificati;
  2. riconoscimento del certificato al fair value;
  3. valutazioni successive in base alla classificazione scelta e descritta sopra.

Per riassumere, la chiave per la contabilizzazione dei certificati bianchi è comprendere la loro natura, lo scopo per i quali sono stati acquistati/ottenuti: solo questo può guidare la società nella scelta di un’adeguata accounting policy.

Con questo articolo termina il nostro percorso nella contabilizzazione dei certificati bianchi.

Buona lettura!

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