Come si contabilizzano i certificati bianchi – soggetti volontari

Introduzione

Nell’articolo correlato (Come si contabilizzano i certificati bianchi – soggetti obbligati) abbiamo affrontato la contabilizzazione dei Titoli di Efficienza Energetica per i soggetti obbligati a conseguire i quantitativi nazionali annui di incremento dell’efficienza energetica. In particolare, abbiamo visto che il prezzo al quale il GSE ritira tali certificati bianchi viene fissato da una specifica delibera dell’Autorità per l’Energia e che il contributo tariffario definitivo (così si chiama il prezzo di ritiro) può essere calcolato secondo una precisa formula, riepilogata da me in un file di lavoro Excel al quale si rimanda. Oggi affronteremo la contabilizzazione di tali titoli per quei soggetti che hanno messo in atto progetti di incremento di efficienza energetica.

Possono accedere al meccanismo dei certificati bianchi e presentare progetti di efficienza energetica i seguenti “soggetti volontari”:

  • Società di Servizi Energetici (SSE)
  • Società con obbligo di nomina dell’energy manager (SEM)
  • Società controllate dai distributori obbligati
  • Distributori di energia elettrica o gas non soggetti all’obbligo
  • Imprese operanti nei settori industriale, civile, terziario, agricolo, trasporti e servizi pubblici, compresi gli Enti pubblici, purché provvedano alla nomina del responsabile per la conservazione e l’uso razionale dell’energia di cui all’articolo 19, comma 1, della legge 9 gennaio 1991, n. 10 (“energy manager”) oppure siano certificati ISO 50001 e mantengano in essere queste condizioni per tutta la durata della vita tecnica dell’intervento.

Senza entrare troppo nei dettagli dell’iter per il processo di ottenimento dei certificati bianchi, qui di seguito il riepilogo dei passi principali:

  1. Richiesta di verifica e certificazione dei risparmi (RVC):  affinché un progetto ottenga la certificazione dei risparmi conseguiti e la successiva emissione di certificati bianchi, il soggetto titolare di un progetto deve trasmettere al GSE una richiesta di verifica e di certificazione dei risparmi (RVC) conseguiti dal progetto insieme alla documentazione attestante i risparmi ottenuti;
  2. Autorizzazione del GSE: qualora l’RVC venga valutato positivamente dal GSE quest’ultimo autorizza il GME all’emissione dei TEE;
  3. Emissione dei TEE da parte del GME: il GME emette i certificati bianchi al soggetto richiedente. Viene emesso un TEE per ogni TEP risparmiata. I titoli vengono depositati nel portafoglio del soggetto presso la piattaforma telematica del GME.
  4. Scambio dei TEE tra gli operatori: i certificati bianchi possono essere scambiati sulla piattaforma dedicata gestita dal GSE Il mercato dei TEE consente:
    • l’acquisto di titoli da parte dei distributori che, attraverso i loro progetti, ottengono dei risparmi inferiori al loro obiettivo annuo e pertanto devono acquistare sul mercato i titoli mancanti per ottemperare all’obbligo;
    • la vendita di titoli da parte dei distributori che raggiungono risparmi oltre l’obiettivo annuo e che possono realizzare dei profitti vendendo sul mercato i titoli in eccesso;
    • la vendita di titoli ottenuti da progetti autonomi da parte delle ESCO (Energy Service Company) o da parte degli altri soggetti/imprese aventi diritto, che, non dovendo ottemperare ad alcun obbligo, hanno la possibilità di realizzare dei profitti sul mercato.

Fonte: http://www.gse.it e http://www.mercatoelettrico.org

Contabilizzazione

Veniamo ora alle scritture per la contabilizzazione dei certificati bianchi in bilancio. In particolare, tratteremo le registrazioni effettuate dai soggetti che vendono i titoli sul mercato. I soggetti obbligati, infatti, hanno il ritiro dei certificati da parte del GSE, di cui abbiamo già discusso nell’articolo precedente (Come si contabilizzano i certificati bianchi – soggetti obbligati).

Noteil principio che ci guida è la competenza economica

A) Sulla base della stima del risparmio energetico effettivamente conseguito dal progetto, la società rileva il credito per certificati bianchi da ottenere dal GME:


DR Crediti per TEE @ CR Ricavi per TEE 

Il credito va iscritto nella voce di Stato Patrimoniale C.II.5-quater) verso altri, mentre il ricavo va iscritto nella voce di Conto Economico A.5) altri ricavi e proventi.

Ma che prezzo utilizziamo per valutare i certificati bianchi a cui abbiamo diritto? Poichè siamo soggetti che vendono sul mercato, un approccio accettabile sarebbe quello che punta ad utilizzare un parametro di mercato. La media ponderata dei prezzi alla data di bilancio (ottenibile dal sito del GME) è una buona approssimazione del valore di mercato dei certificati. Se il nostro bilancio chiudesse al 31 dicembre 2017, il valore dei TEE sarebbe pari a 347,51 € ognuno. Utilizzare la media annuale dei prezzi, invece, non sarebbe un buon approccio, in quanto il valore dei titoli oscilla notevolmente nel corso dell’esercizio.

B) Se una parte dei certificati la devo girare ad un altro soggetto a seguito di un accordo commerciale, la scrittura di storno che farò sarà la seguente:


DR Ricavi per TEE @ CR Debiti per TEE v/ soggetto terzo

C) Nel momento in cui i certificati vengono depositati nel portafoglio della società presso la piattaforma telematica del GME, la scrittura da eseguire sarà la seguente:


DR Attività finanziarie non immobilizzate @ CR Crediti per TEE 

L’attività finanziaria va iscritta nella voce dello Stato Patrimoniale C.III.Attività finanziarie non immobilizzate – 6) Altri titoli. Non è detto che il valore del credito al punto A) sia uguale a quello delle attività finanziarie non immobilizzate. I titoli depositati e riconosciuti dal GME potrebbero infatti discostarsi dalla quantità da noi stimata. In questo caso, occorrerebbe adeguare il ricavo in più o in meno tramite l’iscrizione di una sopravvenienza attiva o passiva.

D) Infine, si registra la vendita a terzi dei titoli:

con profitto


DR Banca c/c @ CR Attività finanziarie non immobilizzate + Adeguamento ricavo

con perdita


DR Banca c/c + Adeguamento ricavo @ CR Attività finanziarie non immobilizzate

Conclusione

Con questo siamo giunti alla conclusione dell’articolo e dell’overview sulla contabilizzazione dei certificati bianchi. Al seguente link un breve cenno alla contabilizzazione di tali titoli secondo i principi contabili IAS/IFRS: Come si contabilizzano i certificati bianchi – IAS/IFRS

A presto!

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