Leverage

Ponte di Brooklyn, New York, NY

Ciao a tutti!

Sta per terminare il mio periodo di lavoro intenso e finalmente riesco a scrivere di nuovo sul blog. In questo articolo parlerò del concetto di leverage.

Con leverage intendo la quantità di costi fissi che compone la struttura della società. Essi si dividono in operativi (come ad esempio affitti e ammortamenti dei macchinari impiegati nella produzione) e in finanziari (come ad esempio gli interessi pagati sui finanziamenti). Per un analista è fondamentale comprendere il grado di leverage di un’impresa, in quanto esso rappresenta una misura fondamentale delle caratteristiche di rischio e di profittabilità. Inoltre, comprendere l’utilizzo del leverage, aiuta l’analista nella stima dei flussi futuri di cassa nella valutazione dell’impresa e nella stima di un appropriato tasso di interesse per ottenere il valore attuale di tali flussi.

Maggiore è il grado di leverage di un’impresa, maggiore è il suo rischio e maggiore è il tasso di interesse che si dovrebbe utilizzare nel calcolo del valore attuale dei flussi finanziari per la valutazione dell’impresa stessa. Le società che utilizzano un alto grado di  leverage infatti hanno una maggiore probabilità di incorrere in perdite durante fasi congiunturali negative.

Facciamo subito un esempio per comprendere meglio questo concetto. Supponiamo di prendere in considerazione una società che produce cosmetici e in particolare il seguente prodotto: il mascara XYZ. Le vendite dell’ultimo anno (n) sono state 2 milioni di euro, calcolate come il prodotto fra 2 € (prezzo unitario del mascara) e 1.000.000 (quantità venduta nell’anno). I costi variabili sono stati pari a 1.000.000 € (1 € x 1.000.000), mentre i costi fissi sono stati pari a 500.000.€. Il reddito operativo per l’anno n è risultato quindi pari a 500.000 €. L’anno successivo (n+1), le vendite hanno subito una flessione a causa di una crisi globale del settore. Il valore del fatturato è stato pari a 800.000 € (2 € x 400.000), mentre i costi variabili sono stati pari a 400.000 € (1 € x 400.000). I costi fissi sono rimasti pari a 500.000 €. In definitiva, per l’anno n+1, il reddito operativo è risultato pari a -100.000 €.

Questa è una chiara evidenza di come un downturn, dovuto a una flessione nella domanda aggregata del settore, può portare facilmente l’impresa a incorrere in delle perdite. Maggiore è il grado dei costi fissi operativi rispetto all’ammontare dei costi variabili e maggiore è il rischio operativo della società. Per calcolare il grado di rischio operativo (Degree of Operating Risk) è possibile utilizzare la seguente formula:

DOL = % di cambiamento nel reddito operativo/ % di cambiamento nelle unità vendute

Il rischio operativo deve essere anche analizzato a fronte del settore nel quale opera la società: vi sono mercati (come quello farmaceutico) nei quali il grado di operating leverage è molto alto. Essi sono governati da imprese che investono parecchio nella produzione del bene e meno nella sua distribuzione. Vi sono invece altri settori (come quello delle società che vendono al dettaglio) nei quali la componente variabile risulta maggiore rispetto a quella rappresentata dai costi fissi. In tali mercati, infatti, gli operatori spendono di più in materiali e in spese di distribuzione dei propri prodotti piuttosto che in macchinari o in personale specializzato per la produzione.

Il secondo elemento del leverage è il rischio finanziario. Esso rappresenta la possibilità che la società dipenda troppo da fonti terze per il finanziamento della propria attività. Maggiore è l’utilizzo di risorse di terzi rispetto a quelle dei propri azionisti, maggiore è il grado di rischio finanziario. Qui di seguito la formula per calcolarlo:

DFL = % di cambiamento nel reddito netto/ % di cambiamento nel reddito operativo

Il reddito netto è il reddito operativo meno gli interessi pagati sui debiti e le imposte.

L’utilizzo del debito è una scelta del management e ogni impresa può tendere verso una diversa struttura del capitale. Società con alti livelli di investimento in assets a lungo termine (terreni, impianti e macchinari) possono presentare un maggior grado di indebitamento, in quanto capaci di utilizzare tali elementi come copertura per il pagamento del debito stesso. In caso di difficoltà nel ripagamento del prestito ottenuto, infatti, la società può liquidare i propri assets e utilizzare le disponibilità liquide ottenute per far fronte alle proprie obbligazioni.

Dopo aver trattato le due anime del leverage di un’impresa, possiamo infine giungere al calcolo del grado totale di leverage:

DTL = DOL x DFL

In questo modo, l’analista e il management possono ottenere una maggiore comprensione della struttura dei costi fissi (operativi e finanziari) dell’impresa e del loro effetto sulla profittabilità aziendale. Ciò è di vitale importanza per calcolare il punto oltre il quale la società opera in modo redditizio. Ma di questo parleremo più approfonditamente in un altro articolo.

Alla prossima!

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